I segnali macroeconomici italiani
ci consegnano un quadro complessivo veramente preoccupante.
Nonostante le entrate, tributarie
e contributive, siano aumentate il Debito Pubblico segna un altro record negativo. E' come s’ in
una famiglia si incrementassero le entrate di 100 €uro ma le spese raddoppiano
di oltre 200 euro. Un andamento che strangola le imprese e i cittadini per il
costante aumento della pressione fiscale (da cui i maggiori introiti) che
strangola le imprese e, purtroppo, dall’altro lato la voragine del debito
pubblico che si ingigantisce.
E’ possibile visionare i dati
delle entrate sui siti www.finanze.it e www.rgs.mef.gov.it.
Per scoprire che il rapporto sull’andamento delle entrate tributarie e
contributive nel periodo gennaio-giugno 2016 evidenzia nel complesso un aumento
dell’1,6% (+4.980 milioni di euro) rispetto all’analogo periodo dell’anno
precedente.
Il dato tiene conto dell’aumento
dell’1,2% (+ 2.624 milioni di euro) delle entrate tributarie e della crescita
delle entrate contributive del + 2,3% (+2.356 milioni di euro).
L’importo delle entrate
tributarie comprende anche i principali tributi degli enti territoriali e le
poste correttive, quindi integra il dato già diffuso con la nota del 5 agosto
scorso.
A giugno le esportazioni hanno
registrato un lieve calo congiunturale (-0,4%) mentre le importazioni (0,0%)
risultano stazionarie.
I dati sul Pil segnalano di fatto
una crescita pari a zero.
Nel secondo trimestre del 2016 il
prodotto interno lordo (Pil) è rimasto invariato rispetto al trimestre
precedente ed è aumentato dello 0,7% (Il governo aveva previsto una crescita
pari all’1.2%) nei confronti del secondo trimestre del 2015.
Come anzidetto, gli ultimi dati
di Bankitalia ci dicono: a giugno il debito delle amministrazioni pubbliche
italiane si è attestato a 2.248,8 miliardi, in aumento di 7 miliardi rispetto
al mese precedente.
Mala
tempora currunt sed peiora parantur (Brutti tempi corrono, ma peggiori si
preparano)

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