martedì 16 agosto 2016

Mala tempora currunt sed peiora parantur



I segnali macroeconomici italiani ci consegnano un quadro complessivo veramente preoccupante.

Nonostante le entrate, tributarie e contributive, siano aumentate il Debito Pubblico  segna un altro record negativo. E' come s’ in una famiglia si incrementassero le entrate di 100 €uro ma le spese raddoppiano di oltre 200 euro. Un andamento che strangola le imprese e i cittadini per il costante aumento della pressione fiscale (da cui i maggiori introiti) che strangola le imprese e, purtroppo, dall’altro lato la voragine del debito pubblico che si ingigantisce.

E’ possibile visionare i dati delle entrate sui siti www.finanze.it e www.rgs.mef.gov.it. Per scoprire che il rapporto sull’andamento delle entrate tributarie e contributive nel periodo gennaio-giugno 2016 evidenzia nel complesso un aumento dell’1,6% (+4.980 milioni di euro) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente.

Il dato tiene conto dell’aumento dell’1,2% (+ 2.624 milioni di euro) delle entrate tributarie e della crescita delle entrate contributive del + 2,3% (+2.356 milioni di euro).

L’importo delle entrate tributarie comprende anche i principali tributi degli enti territoriali e le poste correttive, quindi integra il dato già diffuso con la nota del 5 agosto scorso.

A giugno le esportazioni hanno registrato un lieve calo congiunturale (-0,4%) mentre le importazioni (0,0%) risultano stazionarie.

I dati sul Pil segnalano di fatto una crescita pari a zero.

Nel secondo trimestre del 2016 il prodotto interno lordo (Pil) è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente ed è aumentato dello 0,7% (Il governo aveva previsto una crescita pari all’1.2%) nei confronti del secondo trimestre del 2015.
Come anzidetto, gli ultimi dati di Bankitalia ci dicono: a giugno il debito delle amministrazioni pubbliche italiane si è attestato a 2.248,8 miliardi, in aumento di 7 miliardi rispetto al mese precedente.

Mala tempora currunt sed peiora parantur (Brutti tempi corrono, ma peggiori si preparano)

sabato 13 agosto 2016

Incendio della contabilità - Rilevanza - Condizioni (Cass. 11.8.2016 n. 16960)



Fondamentale pronuncia della Suprema Corte in tema di preclusioni probatorie che inibiscono l’esibizione della documentazione contabile.

Con la sentenza 11.8.2016 n. 16960 la Corte ha stabilito che le dette preclusioni non operano qualora, a fronte della giustificazione addotta circa la causa dell’indisponibilità di tale documentazione (nel caso di specie si trattava di perdita della documentazione a causa di un incendio), l’Amministrazione finanziaria non alleghi le circostanze, anche indiziarie, utili a ravvisare la condotta del rifiuto doloso di esibizione da parte del contribuente.

Infatti, secondo l’orientamento maggioritario della giurisprudenza di legittimità, la dichiarazione - resa dal contribuente nel corso di un accesso o di una verifica - di non possedere libri, registri, scritture documenti richiestigli determina la preclusione a che gli stessi possano essere presi in considerazione a suo favore ai fini dell’accertamento in sede amministrativa o contenziosa solo se essa si struttura quale sostanziale rifiuto di esibizione e vi è altresì la coscienza e volontà della dichiarazione, nonché il dolo, non essendo invece sufficiente che l’indisponibilità sia dovuta a caso fortuito, forza maggiore o che la stessa sia determinata da colpa, come nell’ipotesi di negligenza e imperizia nella custodia e conservazione della documentazione.


Secondo la Cassazione deve dunque ritenersi “recessivo” il diverso orientamento che ascrive rilevanza anche all’errore non scusabile di diritto o di fatto.

Sequestro preventivo - Presunzioni tributarie - Rilevanza probatoria - Valore indiziario (Cass. pen. 11.8.2016 n. 34833)



La Corte di Cassazione, nella sentenza 11.8.2016 n. 34833, è intervenuta, nell'ambito del sequestro, sulla corretta ascrivibilità del bene al soggetto sottoposto al procedimento penale a cui si riferisce il vincolo.

La pronuncia afferma, in particolare, che il sequestro preventivo può colpire il bene, e anche il denaro, di un terzo non sottoposto a indagine, purché, tuttavia, si dimostri, in concreto, che l’oggetto del sequestro appartenga all'indagato.

Grava sul Pubblico Ministero l’onere di portare risultanze concrete, idonee a dimostrare l’interposizione fittizia, elaborata per sottrarre il bene al vincolo, prima, e alla eventuale confisca, poi.

La prospettazione, rileva l’autorevole arresto della Corte, dell’impianto accusatorio deve fondarsi su elementi di fatto caratterizzati dai requisiti della gravità, precisione e concordanza tali da sostenere, anche in via indiretta, la non compatibilità tra intestazione formale e disponibilità effettiva del bene. Quindi, l’impianto a accusatorio non potrà fondarsi solo su circostanze indiziarie.

Secondo la Corte di Cassazione, davanti alla prova dell’intestazione fittizia al terzo, il bene è correttamente sottoposto a sequestro; in caso contrario, il bene deve essere restituito al terzo.

BONUS INVESTIMENTI AREE DEL MEZZOGIORNO



L'articolo 1, commi da 98 a 108, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di Stabilità 2016) introduce un credito di imposta a favore delle imprese che, a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2019, effettuano l'acquisizione dei beni strumentali nuovi espressamente indicati nel comma 99, facenti parte di un progetto di investimento iniziale e destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo (sul punto si veda il successivo paragrafo 2) .

1. SOGGETTI BENEFICIARI

L'ambito soggettivo di applicazione dell'agevolazione è individuato dal primo periodo del comma 98, ai sensi del quale il credito di imposta è attribuito "alle imprese che effettuano l'acquisizione dei beni strumentali nuovi indicati nel comma 99, destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, (…) e nelle zone assistite delle regioni Molise, Sardegna e Abruzzo, (…), a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2019".
Destinatari di tale beneficio, pertanto, sono tutti i soggetti titolari di reddito d'impresa, individuabili in base all'articolo 55 del TUIR, indipendentemente dalla natura giuridica assunta, che effettuano nuovi investimenti destinati a strutture produttive situate nelle aree ammissibili.
Il medesimo periodo del comma 98 prevede, altresì, che il credito di imposta compete "nella misura massima del 20 per cento per le piccole imprese, del 15 per cento per le medie imprese e del 10 per cento per le grandi imprese".
Per espressa previsione del comma 100, "l'agevolazione non si applica ai soggetti che operano nei settori dell'industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, nonché ai settori creditizio, finanziario e assicurativo".

2. AMBITO TERRITORIALE

Il credito di imposta spetta per l'acquisizione di beni strumentali nuovi, facenti parte di un progetto di investimento iniziale, destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite della Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, ammissibili alle deroghe previste dall'articolo 107, paragrafo 3, lettera a), del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, e nelle zone assistite delle regioni Molise, Sardegna e Abruzzo ammissibili alle deroghe previste dall'articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del TFUE.
Con la decisione C(2014) 6424 final del 16 settembre 2014, la Commissione europea ha approvato la Carta degli aiuti a finalità regionale 2014-2020 con cui l'Italia ha individuato le zone assistite in questione e indicato i relativi massimali di intensità degli aiuti concedibili.

Regioni ammissibili agli aiuti a norma dell'articolo 107, paragrafo 3, lettera a), del TFUE
dall'1.7.2014 al 31.12.2020
Regioni
Piccole Imprese
Medie Imprese
Grandi Imprese
Campania
45%
35%
25%
Puglia
45%
35%
25%
Basilicata
45%
35%
25%
Calabria
45%
35%
25%
Sicilia
45%
35%
25%

Regioni ammissibili agli aiuti a norma dell'articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del TFUE
dall'1.7.2014 al 31.12.2020 - "Zone c non predefinite" ex articolo 107, paragrafo 3, lettera c)
Regioni
Piccole Imprese
Medie Imprese
Grandi Imprese
Molise
30%
20%
10%
Sardegna
30%
20%
10%
Abruzzo
30%
20%
10%
3. INVESTIMENTI AGEVOLABILI
Il comma 99 prevede che "sono agevolabili gli investimenti, facenti parte di un progetto di investimento iniziale come definito all'articolo 2, punti 49, 50 e 51, del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, relativi all'acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio".
Risultano agevolabili gli investimenti - in macchinari, impianti e attrezzature varie - relativi alla creazione di un nuovo stabilimento, all'ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente, alla diversificazione della produzione di uno stabilimento per ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente e a un cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente, ovvero, per le grandi imprese localizzate nelle aree di cui all'art. 107, par. 3, lett. c), del TFUE, quelli a favore di una nuova attività economica (cfr. articolo 2, punto 49 e 51, articolo 2, del regolamento citato).
Si ritiene di escludere dall'agevolazione gli investimenti di mera sostituzione in quanto gli stessi non possono essere mai considerati "investimenti iniziali" (cfr. Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2014-2020 (p. 20), Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2007-2013 (p. 34), Orientamenti in materia di aiuti di stato a finalità regionale 98/C 74/06 (p. 4.4), nonché circolare n. 38/E dell'11 aprile 2008).
Determinazione dell'investimento agevolabile
Descrizione
Importo
A
Impianti nuovi
100.000,00
B
Macchinari nuovi
0
C
Attrezzature nuove
30.000,00
D
INVESTIMENTO LORDO (A+B+C)
130.000,00
E
Ammortamento (esercizio X) impianti già esistenti nella struttura produttiva
12.000,00
F
Ammortamento (esercizio X) attrezzature già esistenti nella struttura produttiva
8.000,00
G
Totale ammortamenti rilevanti (E+F)
20.000,00
INVESTIMENTO NETTO AGEVOLABILE (D-G)
110.000,00